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Scritto da Super User    Sabato, 11 Agosto 2012 16:30
San Salvatore Monferrato - I suoi palazzi antichi

I PALAZZI STORICI DI SAN SALVATORE

 

Palazzo Carmagnola. Residenza signorile risalente ai primi anni del XV secolo. Le notizie più antiche riguardano la fondazione dell’ospedale da parte di Sebastiano Boccaccio in alcune camere sul retro del palazzo. Fino al 1989 il palazzo resta proprietà dei nobili Caragnola. La facciata è degli inizi del novecento, all’interno una scala in pietra di luserna collega il piccolo giardino su piazza Carmagnola alla galleria del piano nobile, nelle camere sono conservati alcuni camini in marmo di gusto neoclassico e in una sala un pregevole affresco a soffitto rappresenta due angioletti incorniciati da un fascione decorato di gusto liberty. 

 

Casa Barco Veglio di Castelletto. Dimora signorile ricavata dal frazionamento del più antico palazzo dei conti Oseo di Terno (oggi completamente demolito), fino alla metà del secolo scorso adibito ad edificio scolastico. La casa Barco prende il nome dall’ultima famiglia che l’ha posseduta i Barco Veglio di Castelletto di cui faceva parte l’esimio Dott. Giuseppe promotore di nobilissime iniziative socio-culturali nella città di San Salvatore agli inizi del secolo scorso. La casa Barco si sviluppa su una pianta a "L" che chiude la corte di pertinenza, dove trovano spazio, al piano terra: il salone dei ricevimenti con bei pavimenti in seminato alla veneziana del XIX secolo; al piano nobile la prima camera era usata come gabinetto medico dello stesso dott. Barco, le successive camere erano il salotto di ricevimento della contessa Veglio moglie del dottore, la camera padronale ornata da un sontuoso affresco che riproduce una raffinata cassettonatura a trompe l’oeil e sui lati una successione di quatto vedute di immaginazione in una ripartizione tipica del settecento piemontese. Di scuola piemontese di fine ottocento sono invece gli affreschi della scala in marmo bianco e del salotto della contessa e della camera del secondo piano. Interessante è l’estetica dell’intera struttura, già arrivando sulla piazza si possono scorgere i pinnacoli svettanti dalla terrazza panoramica e dalla torretta soprastante, un capriccio estetico di gusto esotico a contrasto con la rigorosa facciata scandita da cornici e patere in perfetto stile ottocento. Attualmente la casa del dott. Barco è sede della Biblioteca Civica Domenico Fava. 

 

Palazzo Ollearo. Esempio di palazzo costruito sulle mura di cinta del borgo antico. L’impianto architettonico, di grande suggestione accoglie e cinge due corti a terrazza. Le facciate in mattoni a vista sono tipiche del settecento anche se il nucleo originario è certamente più antico. Il palazzo prende il nome dalla famiglia del dott. Giovanni Ollearo, i cui figli Carlo, Alfonso e Ulderico furono pluridecorati per alti valori militari. 

 

Villa Lingua Gazzoli. Già convento dei padri francescani diventa dimora patrizia nel XVIII secolo quando appartiene alla marchesa Galli della Loggia sposata Dalla Valle. Nel 1859, durante la guerra di indipendenza, la villa è di proprietà del Gen. Carlo Alberto Lingua e venne costituito al’interno di quest’ultima il quartiere Generale dello stato Maggiore del conte Enrico Morozzo della Rocca. Perse nei vari rimaneggiamenti nei secoli le forme dell’antico convento, l’intero complesso oggi si presenta costituito da una serie di strutture che si snodano attorno alla villa dalle caratteristiche prettamente settecentesche: una successione di camere in infilata hanno affaccio diretto sulla galleria da cui, tramite lo scalone posto all’estremità, si accede al piano nobile avente la stessa ripartizione. Pregiati pavimenti in seminato alla veneziana e pitture a secco di gusto neoclassico adornano diverse sale.

 

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